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Il cinema, Berlusconi, il giornale, la Repubblica.

'La vita è sempre più bella di un bel film?'. Risposta del premier: "E' qualcosa che si confonde. Un film rappresenta la vita o ciò che si vorrebbe essa fosse. Alla domanda risponderò quando vedrò un film sulla vita del presidente Berlusconi".



"E a me decisamente non piace essere messo a disagio quando vado al cinema. Mi piace che i miei eroi siano virtuosi e le vittime patetiche, e la cattiveria dei cattivi sia ben chiara, nonchè disapprovata come si deve tanto dalla trama che dalla macchina da presa. Mi piace che la fondamentale differenza tra me e i sadici, i fascisti, i guardoni, gli psicopatici e la Gente Malvagia sia confermata e rassicurata senza alcuna ambiguità. Mi piace che mi si permetta di fare il tifo perchè Giustizia Sia Fatta senza il minimo imbarazzante sospetto che la Giustizia probabilmente non sarebbe entusiasta neanche di certe parti del mio carattere. (...) Io sostengo inoltre che a noi piace molto l'idea di vedere immoralità segrete e scandalose dissotterrate, portate alla luce e smascherate. Questa cosa ci piace perchè vedere smascherati dei segreti crea in noi l'impressione di un privilgegio epiostemologico, di "penetrare attraverso la superficie del perbenismo della vita quotidiana per scoprire le strane, perverse passioni che vi si nascondono al di sotto". Niente di sorprendente in questo, la conoscenza è potere e a noi piace sentirci potenti. Ma l'idea di segreti, di "forze malvagie all'opera al di sotto" ci piace tanto anche perchè ci fa paicere vedere confermate le nostre fervide speranze nel fatto che la maggior parte delle cose malvagie e torbide siano per davvero segrete, rinchiuse da qualche parte, o sotto la superficie. Speriamo con tutto il cuore che la cosa stia così perchè abbiamo bisogno di credere che le nostre stesse brutture e oscurità siano segrete".

da David Foster Wallace, "Tennis, Tv, trigonometria, Tornado (e altre cose divertenti che non farò mai più)".

Pubblicato il 3/9/2009 alle 12.40 nella rubrica Diario.

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