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  brigante corpi in esilio
 
Diario
 








"Da quando mi stancai di
cercare io imparai a trovare
da quando un vento m'avversò
la rotta
faccio vela con
tutti i venti."

F. W. Nietzsche











































2 giugno 2009

2 giugno, festa della Repubblica

"Per non cedere alla tentazione politica, bisogna sorvegliarsi ad ogni momento.
Come riuscirsi, particolarmente in un regime democratico, il cui vizio essenziale è di permettere al primo venuto di mirare al potere e di dare libero corso alle proprie ambizioni? Ne deriva un pullulare di fanfaroni, di cavillatori senza avvenire, pazzi qualunque che la fatalità rifiuta di segnare, incapaci della vera frenesia, inadatti sia al trionfo sia allo sfacelo. E' tuttavia la loro nullità che permette e assicura le nostre libertà, minacciate dalle personalità d'eccezione.

Una Repubblica che si rispetti dovrebbe sgomentarsi alla comparsa di un grand'uomo, bandirlo dal proprio seno, o almeno impedire che si crei una leggenda intorno a lui. Le ripugna? Il fatto è che, abbagliata di quel flagello, non crede più nè alle sue istituzioni nè alle sue ragioni d'essere. Essa s'ingarbuglia nelle proprie leggi, e queste leggi, che proteggono il suo nemico, la dispondono e la conducono al cedimento. Soccombendo agli eccessi della propria tolleranza, risparmia l'avversario che non la risparmierà, autorizza i miti che la minano e la distruggono, si lascia catturare dagli allettamenti del suo carnefice.

Paradosso della libertà: i mediocri che soli ne rendono possibile l'esercizio, non sono in grado di garantirne la durata. Dobbiamo tutto alla loro insignificanza e perdiamo tutto per causa sua. Così essi sono sempre al di sotto del loro compito. E' questa mediocrità che odiavo al tempo in cui amavo i tiranni, dei quali non si dirà mai abbastanza che hanno, aldilà della loro caricatura (ogni democrazia è un tiranno da operetta) un destino, anzi troppo destino. E se votavo loro un culto, è perchè, avendo l'istinto del comando, non si abbassano al dialogo nè agli argomenti: ordinano, decretano, senza condiscendere e giustificare i loro atti. (...)

Ora, frustrato da queste stravaganze, da tutto ciò che esaltava i miei giorni, me ne sto a sognare una comunità, meraviglia di moderazione, diretta da un'équipe di ottuagenari un pochino rimbambiti, di un'amabilità macchinale, ancora abbastanza lucidi per fare un buon uso delle loro decrepitezze, esenti da desideri, da rimpanti, da dubbi, e tanto solleciti dell'equilibrio generale e del bene pubblico da considerare persino il sorriso come un segno di sregolatezza o di sovversione.

E tale è attualmente il mio decadimento che gli stessi democratici mi sembrano troppo ambiziosi e torppo deliranti. L'unico ordine di grandezza al quale essi possono giungere è quello del fallimento".

E.M. Cioran




permalink | inviato da brigante il 2/6/2009 alle 17:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa

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