.
Annunci online

  brigante corpi in esilio
 
Diario
 








"Da quando mi stancai di
cercare io imparai a trovare
da quando un vento m'avversò
la rotta
faccio vela con
tutti i venti."

F. W. Nietzsche











































14 giugno 2009

modello n.4 - giuditta









permalink | inviato da brigante il 14/6/2009 alle 10:17 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa


12 giugno 2009

il caso serracchiani

Gli uomini del Palazzo non lo capiscono e ne sono infastiditi. Il “modello Serracchiani”, il caso di una avvocatessa friuliana che grazie ad un discorso ben assestato contro i dirigenti nazionali ha soffiato un po’ di aria di rinnovamento in un partito ingessato da vecchi correntismi e logiche di partito, spopolando su Youtube. Proprio non lo accettano, che tramite il web si sia potuto creare un fenomeno di questo tipo e che ora Debora frequenti i canali televisivi, dicendo quello che molti elettori del PD vorrebbero dire e sentirsi dire, fino a far sì che qualcuno la proponesse come vice segretario del partito. Inconcepibile, nel faticoso modello italiano, dove qualunque scalata sociale deve essere costruita sulla gavetta e l’umiliazione, grazie alla quale i giovani uomini di partito diventano giovani burocrati dello status quo e della vecchia ottusità, e si trasformano nella nostra classe politica del futuro. Ecco, questi signori del Palazzo, di sinistra, non hanno capito l’unica lezione che c’era da prendere da queste elezioni. Elezioni che hanno premiato, oltre a Debora Serracchiani, tutti gli outsider, da De Magistris, a Sonia Alfano e Barbara Matera, fino a quello che ancora oggi, tra gli elettori di destra, è percepito un esterno alla classe politica, Silvio Berlusconi.

Non hanno capito che gli italiani sono stanchi delle rigidità di partito, dell’immobilità della nostra classe politica, che ormai associano al male del nostro paese, e che sognano che la gente normale possa decidere del proprio futuro. E non hanno torto, perché nessun passo è stato fatto per abbattere una condizione di privilegio o per snellire la partitocrazia che intasa il nostro paese, il nostro sistema mediatico, il nostro sistema culturale. Risponderanno, i signori del Palazzo, che i partiti sono l’unica forma di democrazia politica. Forse hanno ragione, ma non sono l’unico modello di società, se riescono a capire la differenza. Gli italiani sono stanchi di una società civile che non può comunicare con la classe politica, sempre più irraggiungibile e arroccata nel suo palazzo di Versailles, sempre più lontana da quello che succede tra la gente. La Lega ha vinto sul territorio, sulla vicinanza tra politica e società, e l’Italia dei Valori deve la sua vittoria solo in parte all’antiberlusconismo. Ha vinto anche sul terreno dell’apertura tra il partito e la società civile, candidando attivisti, individui impegnati in altri settori e non i soliti e vecchi uomini di partito. Ha vinto Grillo, hanno vinto Rizzo e Stella, ha vinto quella che i politici di professione e i servi dei politici di professione chiamano “antipolitica” ma che andrebbe chiamata attivismo politico, società civile, cittadinanza attiva. Ha vinto il passa parola sul web che ha portato Sinistra e Libertà al 3% e i Radicali al 2 % nonostante la scarsissima copertura da parte delle televisioni.

In un paese con una società politica sveglia e con dei buoni riflessi, il modello Serracchiani verrebbe immediatamente cavalcato. Si moltiplicherebbero i posti autonomi di sviluppo e crescita dei dirigenti, verrebbero chiuse le ridicole scuole estive del Pd, si chiuderebbero Youdem e Red, due canali della stessa ottusità partitocentrica, si imparerebbe a comunicare con quello che avviene fuori senza tentare di egemonizzarlo e di mettere il simbolo. Ma la classe politica, specialmente quella di sinistra, ha sempre vissuto in un mondo filtrato dal partito e non riesce ad immaginare nient'altro.
I signori del Palazzo non hanno capito che se Bersani o D’Alema o la Finocchiaro si ripresenteranno alle elezioni perderanno clamorosamente, perché non hanno alcun appeal sull’elettorato, hanno stancato. Sono buoni giusto per andare a litigare nel salotto di Vespa.





permalink | inviato da brigante il 12/6/2009 alle 11:57 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


2 giugno 2009

2 giugno, festa della Repubblica

"Per non cedere alla tentazione politica, bisogna sorvegliarsi ad ogni momento.
Come riuscirsi, particolarmente in un regime democratico, il cui vizio essenziale è di permettere al primo venuto di mirare al potere e di dare libero corso alle proprie ambizioni? Ne deriva un pullulare di fanfaroni, di cavillatori senza avvenire, pazzi qualunque che la fatalità rifiuta di segnare, incapaci della vera frenesia, inadatti sia al trionfo sia allo sfacelo. E' tuttavia la loro nullità che permette e assicura le nostre libertà, minacciate dalle personalità d'eccezione.

Una Repubblica che si rispetti dovrebbe sgomentarsi alla comparsa di un grand'uomo, bandirlo dal proprio seno, o almeno impedire che si crei una leggenda intorno a lui. Le ripugna? Il fatto è che, abbagliata di quel flagello, non crede più nè alle sue istituzioni nè alle sue ragioni d'essere. Essa s'ingarbuglia nelle proprie leggi, e queste leggi, che proteggono il suo nemico, la dispondono e la conducono al cedimento. Soccombendo agli eccessi della propria tolleranza, risparmia l'avversario che non la risparmierà, autorizza i miti che la minano e la distruggono, si lascia catturare dagli allettamenti del suo carnefice.

Paradosso della libertà: i mediocri che soli ne rendono possibile l'esercizio, non sono in grado di garantirne la durata. Dobbiamo tutto alla loro insignificanza e perdiamo tutto per causa sua. Così essi sono sempre al di sotto del loro compito. E' questa mediocrità che odiavo al tempo in cui amavo i tiranni, dei quali non si dirà mai abbastanza che hanno, aldilà della loro caricatura (ogni democrazia è un tiranno da operetta) un destino, anzi troppo destino. E se votavo loro un culto, è perchè, avendo l'istinto del comando, non si abbassano al dialogo nè agli argomenti: ordinano, decretano, senza condiscendere e giustificare i loro atti. (...)

Ora, frustrato da queste stravaganze, da tutto ciò che esaltava i miei giorni, me ne sto a sognare una comunità, meraviglia di moderazione, diretta da un'équipe di ottuagenari un pochino rimbambiti, di un'amabilità macchinale, ancora abbastanza lucidi per fare un buon uso delle loro decrepitezze, esenti da desideri, da rimpanti, da dubbi, e tanto solleciti dell'equilibrio generale e del bene pubblico da considerare persino il sorriso come un segno di sregolatezza o di sovversione.

E tale è attualmente il mio decadimento che gli stessi democratici mi sembrano troppo ambiziosi e torppo deliranti. L'unico ordine di grandezza al quale essi possono giungere è quello del fallimento".

E.M. Cioran




permalink | inviato da brigante il 2/6/2009 alle 17:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa

sfoglia     maggio        luglio
 

 rubriche

Diario
comunicati abusivi
liberation front

 autore

Ultime cose
Il mio profilo

 link

rip
voglioscendere
Geniale Alice
adlimina
isabella
sfera pubblica
jaime
pensatoio
polvere di GG
soviet
bombay
draculia
chinaski
una città
bbc
le monde
internazionale
africa
al jazeera
guardian
the indipendent
materiali resistenti

Blog letto 1 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0

Feed ATOM di questo blog Atom