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"Da quando mi stancai di
cercare io imparai a trovare
da quando un vento m'avversò
la rotta
faccio vela con
tutti i venti."

F. W. Nietzsche











































15 maggio 2009

sostiene pereira

Non mi lasci, dottor Cardoso, voleva dire Pereira, la prego non mi lasci. E invece disse: non ci lasci, dottor Cardoso, non lasci la nostra gente, questo paese ha bisogno di persone come lei. Purtroppo, la verità è che non ne ha bisogno, rispose il dott. Cardoso, o almeno io non ho bisogno di lui, credo che sia meglio che me ne vada in Francia prima del disastro. Il disastro, chiese Pereira, che disastro?
Non so, rispose il dott. Cardoso, mi sto aspettando un disastro, un disastro generale.
(...)
Portami un sigaro leggero, disse Pereira, ma a proposito Manuel, tu hai un amico che riceve Radio Londra, che notizie ci sono? Cosa dicono di noi?
Dicono che viviamo in una dittatura. Lei che ne dice, dott. Pereira?
Io dico che gli inglesi hanno ragione, dichiarò Pereira. Poi prese una valigia, ci mise lo stretto necessario e cominciò a sfogliare i passaporti di Monteiro Rossi. Ne trovò uno che faceva al caso suo. Era un bel passaporto francese, fatto molto bene.

Antonio Tabucchi, Sostiene Pereira.




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7 maggio 2009

una telenovela finita

Negli anni Ottanta, Veronica Lario Italia è una giovane attrice. Nel 1980 recita una parte nell’opera “Il magnifico cornuto”ed è qui che incontra – pensa te -  Silvio, un giovane imprenditore che possiede il teatro dentro il quale Veronica Italia recita. E’ un amore a prima vista. Lui è un giovane e affascinante sognatore che dal nulla vuole costruire case, teatri, città, pubblicare giornali, creare televisioni. Di un uomo così ambizioso, una giovane, ingenua e ambiziosa Veronica Italia non si può che innamorare. Accecata d’amore, è persino disposta a cedere ad alcuni compromessi in nome di quel sogno: farà nascere il primo figlio, le prime televisioni, i primi giornali. Il rapporto tra Silvio e Veronica Italia cresce felicemente e Silvio diventa ben presto il padrone del suo cuore e del suo futuro. Della sua immaginazione.  All’inizio degli anni Novanta, la coppia decide di convolare a nozze e di istituzionalizzare il rapporto. E’ una grande discesa in campo, con fiori e vestito bianco, verde e rosso, con grandi serenate e belle fotografie. E così via, con alti e bassi, lungo tutti gli anni Novanta. Veronica si abitua a credere a tutto quello che Silvio dice, ad accompagnarlo silenziosamente. Non dice nulla, ma lo vota, lo ascolta, lo difende, crede alle sue promesse, alle sue storie, ride delle sue tristi barzellette.


L’alternativa, d’altronde, qual era?


Nel corso degli anni, poche volte prende veramente posizione contro di lui, e solo di fronte a casi che toccano la sua coscienza, la sua sensibilità di donna.  Quando il suo corpo e la sua autonomia vengono messi in discussione, quando il dolore per un figlio abortito perchè non sano viene riesumato nelllo stupro di Eluana, quando di fronte alla guerra in Iraq si chiede il senso di mandare i militari a morire in nome di chissà cosa. Ma Veronica Italia è una donna paziente, distrattamente cattolica, accetta ogni cosa e crede ai sondaggi. Accetta anche i tradimenti, quelli nascosti che succedono così frequentemente in una relazione con un uomo di così grande potere. E in nome della famiglia è disposta ad accettare tutto, perché se Veronica ama è anche disposta a sacrificare per una sana stabilità un po’ di felicità.  C’è solo una cosa che Veronica Italia non è disposta a sacrificare: la dignità. E così ,se il tradimento diventa manifesto, volgare, incivile, addirittura sbandierato, Veronica Italia non lo accetta più. Se il suo sacrificio viene umiliato dalle scappatelle di potere del suo marito presidente, se la sua dignità di donna viene violentata simbolicamente dall’immagine e dalla menzogna, se il suo sogno diventa un circo di mafiosi e veline, Veronica Italia non può più accettarlo. E con grande fatica e dolore deve ammetterlo a se stessa, e rimettere in discussione tutto quello che l’ha legata a quell’uomo per trentanni: l’uomo che ha sposato, che ha votato, a cui ha destinato il futuro dei suoi figli, è un bugiardo, un ladro,  un uomo che non si vergogna di continuare a mentire anche di fronte all’evidenza delle prove, un uomo che si nasconde ai dibattiti, ai processi, alle discussioni familiari. Un uomo che vorrebbe censurare chi osa metterlo in discussione e che falsifica il reale parlando sopra il reale e controllandone il discorso. Dietro quel sorriso ammaliante, quelle belle parole, si nasconde un uomo viscido, intrinsecamente violento. E di fronte ad un uomo così c’è poco da fare. Divorzio. Presto anche i sondaggi le daranno ragione e anche l’Italia,  come Veronica continuamente tradita e umiliata, non potrà che fare la stessa cosa.




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